ESG e assicurazioni, una sfida sostenibile

Le considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) sono ormai un elemento imprescindibile del mondo degli investimenti globali. Ma in che modo i fattori ESG possono influenzare l’universo assicurativo? In questa sede viene preso in considerazione non solo l'impatto potenziale dell’ESG sui bilanci delle compagnie assicurative, ma anche in generale su tutto il settore, ivi compresi clienti e dipendenti. Infatti, siamo convinti che vi siano enormi opportunità per le compagnie di assicurazione che pianificano e rispondono efficacemente al rapido cambiamento dello scenario ESG.

Per una riflessione ad ampio spettro sui fattori ESG nei processi di investimento attivo si rimanda ad altra sede,1 qui ci concentreremo piuttosto sulle opportunità di business che le tematiche ESG offrono alle compagnie di assicurazione. In che modo?

Comprendendo i cambiamenti legati alle tematiche ESG che stanno avvenendo in tutto il mondo e nel settore assicurativo in particolare;

Riconoscendo l'impatto che questi cambiamenti avranno sulle compagnie assicurative;

Prendendo atto delle enormi opportunità che si presentano alle compagnie assicurative che vantano una buona pianificazione e sono in grado di rispondere efficacemente.

ESG e compagnie assicurative

Le tematiche ESG hanno oggi un impatto su un numero sempre maggiore di aspetti della nostra vita e del mondo. Per questo stanno diventando sempre più importanti nella valutazione dei rischi per le attività e le passività delle compagnie assicurative – per il valore futuro dei portafogli di investimento delle compagnie assicurative e per l'entità delle richieste di risarcimento alle quali le compagnie assicurative devono far fronte ogni anno.

I fattori ambientali hanno chiaramente un forte impatto sulle richieste di risarcimento per danni e infortuni (D/I) da un anno all'altro. A lungo termine, tuttavia, incidono anche sulla salute della popolazione e hanno quindi un impatto sul costo delle prestazioni sanitarie e per malattia e, in ultima analisi, sul valore e sul costo delle polizze a rendita. Le richieste di risarcimento D/I, in seguito ad alluvioni, incendi, inquinamento, ecc., le richieste di risarcimento per le assicurazioni sanitarie e l'andamento della mortalità possono essere tutti materialmente influenzati dall’analisi dei fattori ESG – oggi, nel prossimo futuro e molto oltre.

Sul lato degli asset, vi sono risultati di ricerca evidenti a sostegno dell'ipotesi che i fattori ESG possano giocare un ruolo importante nel successo a lungo termine della selezione dei titoli.2 In generale, le aziende devono cercare di essere proattive nella gestione delle conseguenze finanziarie che emergono dai rischi ESG. Tanto per fare un esempio, il passaggio da prassi e apparecchiature obsolete ad altre nuove e più rispettose dell'ambiente può comportare investimenti e costi significativi. È inoltre evidente che una cattiva governance aziendale aumenta la probabilità di errori e, col tempo, di richieste di risarcimento per negligenza.

Il modo in cui le compagnie assicurative scelgono di gestire il proprio business di fronte a questi rischi reali può influire sulla loro posizione competitiva e sulla reputazione di cui godono sul mercato. Può anche avere un impatto sulla cultura aziendale, nonché influire sul coinvolgimento dei dipendenti e, in ultima analisi, sulla capacità di attrarre e trattenere talenti.

In alcune parti del mondo, le tematiche ESG stanno entrando anche nel regime normativo delle compagnie assicurative. La Prudential Regulation Authority (PRA) nel Regno Unito e l'EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority) dell'Unione Europea hanno già chiarito esplicitamente che si aspettano che le compagnie di assicurazione modellino e quantifichino l'impatto dei fattori ESG (e dei cambiamenti climatici in particolare) nei consueti stress test Solvency II e che riferiscano sui risultati.3

Il cambiamento climatico è chiaramente uno dei rischi ESG di più alto profilo e politicamente più attuali. Normalmente viene scomposto in tre componenti di rischio: fisico, di transizione e di responsabilità. Ecco una breve descrizione di ciascun aspetto.

I rischi derivanti dai cambiamenti climatici più evidenti e diretti sono quelli fisici. Ne sono un esempio rischi, costi e perdite tangibili derivanti da alluvioni, incendi, tempeste, ecc., che hanno già un impatto notevole sul settore assicurativo globale. Il 2017 e il 2018 sono stai anni particolarmente sfidanti per l’industria assicurativa. A parte l'evidente impatto sulle richieste di risarcimento, questi eventi incidono sui prezzi degli asset e sulle valutazioni immobiliari in generale e provocano un aumento del rischio di credito negli anelli più in basso della catena. Alla luce di ciò, i modelli che si utilizzano per valutare sia l'attivo che il passivo dei bilanci delle società assicurative sono destinati a cambiare, non solo per adeguarsi ai cambiamenti climatici, ma anche ai cambiamenti a lungo termine, per esempio, della morbilità e della mortalità, nonché per far fronte a correlazioni potenzialmente crescenti e al calo dei benefici della diversificazione.

La seconda componente è il rischio di transizione, che si riferisce ai costi e all'impatto dei cambiamenti indotti dal nuovo assetto climatico. Alcuni dei numeri resi noti sono piuttosto sconvolgenti. Il rapporto sull'adattamento ai cambiamenti climatici della Bank of England del 2015 ha stimato che poco meno di un terzo del valore totale delle azioni globali e degli asset a reddito fisso globali è in industrie ad alta intensità di carbonio e probabilmente subirà cambiamenti significativi in un prossimo futuro.

Quali saranno i fattori scatenanti del cambiamento? In alcuni casi, saranno le autorità di regolamentazione a imporre i cambiamenti, mentre in altri la spinta arriverà da un’innovazione tecnologia o da eventi fisici. Spesso, però, potrebbero semplicemente essere i cambiamenti nelle preferenze degli investitori o dei consumatori a ridurre la domanda di prodotti, servizi e beni di alcune aziende.

Non va poi dimenticato il rischio di responsabilità, per esempio il costo delle richieste di risarcimento danni. Tale rischio interessa alcune compagnie di assicurazione come diretto risultato degli impegni sottoscritti, ma anche, ovviamente, come risultato dell’impatto sul prezzo di mercato dei loro investimenti in generale.

Cosa importa di più oggi?

In sostanza, le richieste da parte del mercato per un reporting migliore e più dettagliato sono in aumento e non possono essere ignorate. La Task Force on Climate-related Financed Disclosure (TCFD) è stata istituita tre anni fa su richiesta dei leader del G20 e del Financial Stability Board sotto la guida di Michael Bloomberg. Da allora, c'è stato un cambiamento di passo nel livello di reporting in materia di cambiamento climatico da parte degli istituti finanziari. Tra gli attuali sostenitori della task force vi sono tre quarti delle banche sistemiche mondiali e tutti i primi 10 asset manager a livello mondiale, oltre a molti dei più importanti fondi pensione di tutto il mondo, alle principali agenzie di rating e alle quattro grandi società di revisione contabile.

L'accordo di Parigi 20156 sui cambiamenti climatici e l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU hanno indotto la Commissione Europea a mettere in atto un pacchetto di misure per finanziare la crescita sostenibile, basato su tre obiettivi chiave espressi in un piano d'azione pubblicato nel marzo 2018:4

  • Riorientare i flussi di capitale verso investimenti sostenibili, al fine di conseguire una crescita sostenibile e inclusiva;
  • Gestire i rischi finanziari derivanti dai cambiamenti climatici, dal degrado ambientale e dalle sfide sociali;
  • Promuovere la trasparenza e le strategie di lungo termine nell'attività finanziaria ed economica.

Nell'agosto 2018 la Commissione Europea ha chiesto all'EIOPA e alla European Securities and Markets Authority (ESMA) di definire le modalità di integrazione di questi obiettivi nel contesto normativo per i servizi finanziari.

Ci si aspetta che gli alti dirigenti e i consigli di amministrazione delle società di assicurazione riescano a comprendere, affrontare e controllare tutti i rischi che possono derivare dalle sfide ESG a lungo termine, anche quelli che vanno ben oltre l'orizzonte di pianificazione aziendale standard di quattro o cinque anni. Sarà necessario migliorare gli stress test e quelli sugli scenari e riuscire ad avere una migliore comprensione della sensibilità dei bilanci rispetto alle variazioni dei principali fattori di rischio ESG. I risultati dovranno essere comunicati al mondo esterno e questo rappresenta un'opportunità di marketing positivo. Le imprese dovranno sviluppare e controllare le nuove politiche di investimento e adattare le tecniche di sottoscrizione e di determinazione dei prezzi per garantire che i rischi siano valutati in modo redditizio.

Tutto questo non è altro che una reazione alle pressioni esterne. Oltre a migliorare la gestione del rischio della società di assicurazione, una strategia ESG proattiva è in grado di offrire opportunità che potrebbero consentire alla società di trarre un vantaggio competitivo da tale posizione. La risposta della compagnia di assicurazioni alle tematiche ESG può creare opportunità di marketing e di posizionamento del marchio, contribuire a migliorare il livello di coinvolgimento dei dipendenti e la cultura aziendale, nonché sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti collegati a tali tematiche e l’individuazione di nuove attività redditizie.

Come finanziare una crescita sostenibile

Abbiamo osservato in precedenza che l'UE ha individuato tre priorità fondamentali per finanziare la crescita sostenibile, descritte brevemente qui di seguito.

Il primo obiettivo consiste nell’orientare i flussi di capitale verso una crescita sostenibile e inclusiva. Il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio offrirà enormi ricompense alle aziende che vi partecipano in modo efficace. In un documento del 20175 l'International Energy Authority (IEA) ha stimato che la transizione verso un mondo “a +2°C” potrebbe richiedere 3.500 miliardi di dollari in investimenti nel settore energetico all'anno per decenni (più del doppio di quanto avvenga attualmente). A livello globale, tra il 2015 e il 2030 sono previsti 90.000 miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali (pari a cinque volte il PIL americano).

Gli assicuratori possono sviluppare nuovi prodotti e dirigere flussi di capitale a lungo termine per partecipare a questa crescita sostenibile e inclusiva. Le sfide però non mancano. Innanzitutto al momento non esiste una definizione comune e accettata a livello mondiale di investimento sostenibile. Ciò comporta il rischio potenziale di greenwashing dei prodotti d'investimento, dato che le società d'investimento possono sovrastimare le qualità ESG dei nuovi prodotti. È tuttavia essenziale che i quadri normativi e fiscali di riferimento a livello mondiale non scoraggino indebitamente l'impiego di capitali nel soddisfare i requisiti di investimento sostenibile, per esempio nella definizione di tassi di sconto di responsabilità e nella calibrazione degli oneri patrimoniali per il rischio di investimento.

Il secondo obiettivo è quello di valutare e gestire i rischi finanziari del cambiamento climatico, dell'esaurimento delle risorse, del degrado ambientale e delle questioni sociali. È opinione diffusa che, storicamente, le banche e le società assicurative non abbiano tenuto sufficientemente conto dei rischi a lungo termine. Mark Carney, governatore della Bank of England, ha recentemente definito questa situazione come la “tragedia dell'orizzonte”, dato che l'impatto di questi cambiamenti supera di gran lunga la tradizionale durata del ciclo di pianificazione aziendale delle istituzioni finanziarie. La modellizzazione finanziaria dell'impatto dei fattori ESG sui rischi per attività e passività è attualmente sottosviluppata. Il settore assicurativo richiede di certo un ambiente operativo che consenta la sottoscrizione in condizioni adeguate.

Il secondo obiettivo è quello di valutare e gestire i rischi finanziari del cambiamento climatico, dell'esaurimento delle risorse, del degrado ambientale e delle questioni sociali. È opinione diffusa che, storicamente, le banche e le società assicurative non abbiano tenuto sufficientemente conto dei rischi a lungo termine. Mark Carney, governatore della Bank of England, ha recentemente definito questa situazione come la “tragedia dell'orizzonte”, dato che l'impatto di questi cambiamenti supera di gran lunga la tradizionale durata del ciclo di pianificazione aziendale delle istituzioni finanziarie. La modellizzazione finanziaria dell'impatto dei fattori ESG sui rischi per attività e passività è attualmente sottosviluppata. Il settore assicurativo richiede di certo un ambiente operativo che consenta la sottoscrizione in condizioni adeguate.

Interesse e coinvolgimento normativo

Come accennato in precedenza, l'interesse e il coinvolgimento normativo sono in aumento, soprattutto in Europa. Abbiamo menzionato sopra il Rapporto sull'adattamento ai cambiamenti climatici del PRA del Regno Unito nel 2015. A questo è seguito un documento di consultazione nell'ottobre 2018 e una policy statement nell'aprile 2019. La Commissione europea ha istituito una Commissione di alto livello (HLEG) sul finanziamento sostenibile nel 2016, che ha pubblicato un rapporto all'inizio del 2018. A settembre 2019, l'EIOPA ha risposto a una richiesta diretta dell'UE emessa l'anno precedente su come i rischi ESG debbano essere presi in considerazione nella regolamentazione assicurativa. L'EIOPA ha informato che la struttura del regolamento Solvency II era già stata costruita per tener conto di tutti i rischi, incluso ESG.

Perché concentrarsi sui rischi finanziari associati al cambiamento climatico? Le autorità di regolamentazione sono state molto chiare e dirette al riguardo, ritenendo che le tendenze attualmente in corso possano avere ripercussioni più estese di quanto abbiamo visto in precedenza, non lineari, correlate e irreversibili. Si svilupperanno su tempistiche incerte, sebbene estese, ma sono in qualche modo prevedibili e molto dipendenti da ciò che facciamo ora. È pertanto chiaro che si aspettano una risposta e che si aspettano che le società assicurative facciano qualcosa.

Conclusioni

Riconoscere i trend ESG di lungo termine è indubbiamente importante, così come cercare di comprenderne l'impatto sul settore assicurativo globale. L’evoluzione dei rischi per le imprese, dei rischi reputazionali e dei rischi normativi deve essere gestita in modo proattivo. La gestione del rischio di cambiamento climatico sta emergendo come una delle iniziative di più alto profilo del nostro settore. I numeri sono enormi e l'impatto è potenzialmente pervasivo, sia dal punto di vista finanziario, sia sull’attivo e sul passivo dei bilanci assicurativi, oltre che dal punto di vista operativo e culturale. Siamo chiamati a sfidare il nostro settore a rispondere in modo efficace, mentre le compagnie di assicurazione hanno l’opportunità di trarre profitto dalle dinamiche già in atto.

https://www.aberdeenstandard.com/docs?editionId=639368e9-ffff-4931-ae22-a41ff17404aa

2 https://www.msci.com/documents/10199/4a05d4d3-b424-40e5-ab01-adf68e99a169

3 Si veda la dichiarazione della PRA 11/19 e il documento di consultazione EIOPA 19/241.

4 https://ec.europa.eu/info/publications/180308-action-plan-sustainable-growth_en

5 https://webstore.iea.org/world-energy-outlook-2017

6 https://ec.europa.eu/info/publications/180308-action-plan-sustainable-growth_en

Avvertenze sui rischi

Il valore degli investimenti, e il reddito che ne deriva, può aumentare o diminuire e l’investitore potrebbe recuperare un importo inferiore all'importo investito.